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L’anno che verrà.

gennaio 3, 2009

L ‘attenzione di molti analisti ed autorevoli osservatori ICT per il 2009 è rivolta a temi quali il Cloud Computing, alla diffusione degli Enterprise Social Network, ad una nuova veste di sistemi CRM con ampio utilizzo di mash-up in grado di correlare le informazioni che ognuno di noi espone in rete attraverso i social network, ad una business intelligence che opera su dati a livello di petabyte, per citarne alcuni. Naturalmente è sempre attuale il tema Green IT.
Si parla delle scelte strategiche delle major, con lo sguardo rivolto a ciò che succede oltreoceano, trascurando spesso le potenzialità Europee.

Ma andiamo con ordine e facciamo qualche nome:
IBM è pronta a lanciare Bluehouse, la propria piattaforma di collaborazione basata sul rinato e prestigioso marchio Lotus; non è ovviamente l’unica novità in casa big blue, ma è pertinente a questo post.
Microsoft, oltre al lancio di Windows 7, propone Microsoft Online Services, piattaforma anch’essa orentata ai servizi di collaboration;
Oracle, a partire dall’acquisizione di Siebel, Peoplesoft, Hyperion e JDEdwards, spinge l’acceleratore sul CRM as a service con la propria offerta on demand.
SAP intende continuare a muoversi con la politica dei piccoli passi relativamente alla soluzione on-demand SAP Business ByDesign (con il suo nuovo motore di ricerca TREX), rivolta alle PMI, ma non a quelle italiane…per ora.
SalesForce.com ha tutti i numeri per consolidare la sua posizione di leader nell’offerta CRM on-demand. Di rilievo l’approccio PaaS basato sulla infrastruttura Force; non si può escludere una acquisizione da parte di qualche big.

SaaS, PaaS, …
La tendenza del mercato verso un offerta SaaS sembra quindi essere l’elemento comune. Con tale architettura la tanto paventata Shadow IT è, secondo la mia opinione, da leggersi come opportunità di innovazione e non come una barriera o un mero costo nascosto. E’ tuttavia necessario stabilire alcune policies di comunicazione, delle regole, un “terreno aziendale” attraverso il quale possano essere rese efficaci le iniziative e le proposizioni dei singoli a beneficio del business.

OSS.
E’ infine d’obbligo una considerazione sull’open source:
mettendosi nei panni di una start-up, il valore aggiunto che può portare una soluzione OSS nella attuale configurazione del mercato, tesa al cloud computing, è data dalla capacità di prototipare rapidamente un ambiente in casa (chiamiamolo “personal cloud”), testarlo e lanciarlo nella versione definitiva in rete, su una piattaforma “neutra” quale ad esempio quella offerta da Amazon. Una vera e propria sinergia, non una competizione.
Tenendo in debito conto quanto può fare già oggi il software OSS in ambito mobile, con l’avvento sul mercato di Google Android e l’acquisizione da parte di Nokia dei diritti su Symbian avvenuta nel 2008, è facile pronosticare un 2009 ricco di soddisfazioni per il mondo open.


Conclusioni.

In un periodo di grave crisi economica che investe l’intero globo terracqueo, il contenimento dei costi ICT è una scelta obbligata, ma l’immobilismo non paga. Rendere agili i processi di business è mandatorio e le soluzioni ICT rese disponibili dall’impiego di un modello pay-as-you-go possono essere la carta vincente. E’ il momento per innovare, adottare le funzionalità esposte direttamente dalla rete, investendo nella direzione del cloud computing. Quando i tempi, ci auguriamo tutti, saranno migliori, la scelta innovativa sarà consolidata con l’apporto della migliore metodologia di supporto e della organizzazione più efficiente.